Il FIR crea da sempre incomprensioni e dubbi. Cerchiamo quindi di fare chiarezza su cosa sia e come deve essere utilizzato.
Il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) è il documento di accompagnamento per il trasporto dei rifiuti: include informazioni dettagliate sulla tipologia del rifiuto, sui dati del produttore, del trasportatore e del destinatario.
Il documento è parte integrante di una serie di adempimenti normativi che comprendono anche il Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) e il Registro di carico e scarico dei rifiuti, tutti strumenti volti a monitorare e controllare il flusso dei rifiuti speciali.
La responsabilità dell’emissione del FIR ricade sul produttore del rifiuto; tuttavia, in caso di impossibilità da parte di quest’ultimo, il trasportatore può occuparsi dell’emissione del documento. Nonostante questa delega, le responsabilità relative alle informazioni dichiarate nel FIR rimangono a carico del produttore, assicurando così la tracciabilità e la correttezza delle informazioni relative al trasporto dei rifiuti.
Esso si compone di 4 pagine autoricalcanti e ciascuna copia ha un destinatario:
- La prima copia deve essere rilasciata al produttore di rifiuti ed attesta la presa in carico del rifiuto da parte del trasportatore.
- Le altre tre copie viaggiano insieme al trasportatore fino all’impianto di destinazione dove verranno firmate e timbrate dal destinatario: una copia viene trattenuta dal destinatario, una copia viene trattenuta dal trasportatore e l’ultima copia deve essere restituita entro tre mesi al produttore del rifiuto, attestandone il corretto avvio a smaltimento o recupero.
I FIR devono essere numerati e vidimati dagli uffici dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e devono essere annotati sul registro IVA acquisti (nel senso che deve essere registrata la fattura di acquisto del formulario con l’indicazione dei codici alfanumerici identificativi del blocco di formulari acquistato).

